Conto corrente e mutuo condominiale per ristrutturazioni: si può fare?

OBBLIGATORIETA’ DEL CONTO CORRENTE CONDOMINIALE PER UNA MAGGIORE TRASPARENZA

Se abiti in un condominio, devi sapere che gestione delle questioni patrimoniali inerenti ad esso può avvenire attraverso l’apertura di un conto corrente condominiale , bancario o postale, che agevola la gestione di importanti quantitativi di denaro, specialmente se il condominio nel quale abiti (o lavori) è di grandi dimensioni.
A tale proposito, è bene evidenziare che l’apertura di un conto corrente condominiale è obbligatoria, a partire dal 2012, se nel condominio ci sono più di otto unità o se, comunque, è stato nominato un amministratore, anche laddove le unità siano in numero inferiore ad otto.

Il conto corrente condominiale garantisce la tracciabilità di tutti i trasferimenti di denaro nell’ambito del condominio, sia in entrata che in uscita, in modo che tu (e gli altri condòmini) possiate avere chiara la situazione economica globale del condominio in qualsiasi momento, attraverso la visione del rendiconto, che periodicamente vi deve essere trasmesso.
La suddetta tracciabilità, ovviamente, è anche un passo significativo verso la lotta all’evasione fiscale, alla quale si faceva spesso ricorso prima dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà di apertura del conto corrente.

Chiaramente, in qualità di condòmini, potrete anche decidere di avvalervi dell’intermediazione dell’amministratore per fare i versamenti dovuti o per la verifica delle uscite di denaro.
Inoltre, sempre in seguito all’entrata in vigore dell’obbligatorietà, il conto corrente dovrà essere aperto a cura dell’amministratore ma la titolarità appartiene ai condòmini e non fa più capo a lui, come invece accadeva in passato: questa ciscostanza facilita anche la gestione dei conti se e quando il condominio dovesse procedere alla nomina di un nuovo amministratore.

In qualità di condòmino, potrai prendere visione dei movimenti effettuati sul conto corrente, non soltanto chiedendo il rendiconto all’amministratore, ma anche potendoti rivolgere direttamente alla banca, naturalmente a tue spese.
Attraverso il conto corrente condominiale, potrai fare tutte quelle operazioni tipiche, come ricevere ed inviare bonifici, gestire il libretto degli assegni ed eventuali carte e richiedere la rendicontazione di tutti i movimenti bancari.

A QUANTO AMMONTA IL COSTO DI UN CONTO CORRENTE CONDOMINIALE?

Il conto corrente condominiale può avere un costo diverso a seconda della banca o del servizio postale che tu e gli altri condòmini sceglierete con delibera, e solitamente è correlato alla dimensione del condominio, pertanto se questo è piccolo (intendendosi per piccolo il condominio con un esiguo numero di condomini), il costo del conto corrente potrà ammontare anche a soli dieci euro mensili.
Viceversa, se abiti in un condominio di dimensioni notevoli, il costo del conto corrente sarà, appunto, proporzionato.
Inoltre, concorreranno ad incrementare il costo del conto corrente anche eventuali ed ulteriori servizi di digitalizzazione del conto, che ne facilitano la gestione e pertanto giustificano un costo più elevato.
Tieni comunque presente che molte banche in rete offrono la possibilità di aprire un conto corrente a costo zero, il che rappresenta un vantaggio notevole.
Inoltre, dovrai tener conto anche del costo del tasso di bollo che può variare tra i 34 ed i 100 euro annuali.

RENDI POSSIBILE LA RISTRUTTURAZIONE DEGLI SPAZI COMUNI CON IL MUTUO CONDOMINIALE

Unitamente al servizio del conto corrente, potresti anche decidere di avvalerti, insieme agli altri condòmini, di un prestito per ristrutturare lo stabile, ossia un vero e proprio mutuo condominiale.
Dal punto di vista strettamente giuridico, si tratta di una forma di finanziamento atipica, in quanto il condominio non è riconosciuto come soggetto giuridico autonomo, ma ciononostante gliene viene riconosciuta la finanziabilità, attraverso l’erogazione di un mutuo.
La previsione di detta forma di finanziamento è probabilmente dovuta all’esigenza di introdurre uno strumento valido ed utile per consentire lo svolgimento dei lavori di ristrutturazione.
Come saprai, infatti, spesso non è per niente semplice mettere d’accordo tutti i condòmini e procedere alla raccolta di ingenti somme di denaro, dato che determinati lavori comportano un esborso notevole da parte di tutti.

Il mutuo condominiale può essere con la garanzia dell’ ipoteca (sulle parti dello stabile da ristrutturare) o senza ipoteca, in quest’ultimo caso solitamente è prevista, a garanzia, una fideiussione bancaria o altre soluzioni messe a punto per consentire alla banca di cautelarsi nel caso di insolvenza del condominio.

DA CHI PUO’ ESSERE RICHIESTO?

Sarà l’amministratore, personalmente o per il tramite della ditta adibita ai lavori, a richiedere all’istituto di credito prescelto il mutuo più conveniente per il condominio, il quale, riunendosi in assemblea, dovrà approvarlo all’unanimità dei condòmini.
Per quanto riguarda, invece, l’inizio dei lavori di ristrutturazione, dovrà essere deliberato dalla maggioranza qualificata.
Nella prassi, le banche offrono dei mutui a tasso fisso, sia per lavori di ristrutturazione, sia per lavori di manutenzione straordinaria e durano mediamente dai sei ai dieci anni, e nel contratto si può disporre che il pagamento abbia luogo mensilmente o trimestralmente.
I lavori possono consitere anche in una riqualificazione per un minor dispendio energetico, laddove i condòmini li ritengano necessari o convenienti.

PERCHE’ CONVIENE?

Stipulare un mutuo condominiale può permettere di fare tutti quei lavori che altrimenti non verrebbero mai eseguiti, e un’ inerzia simile potrebbe ripercuotersi sul valore degli appartamenti dello stabile.
Infatti se il palazzo non si presenta bene, non soltanto sarà limitato il tuo godimento, nonostante i sacrifici fatti per acquistare la casa, ma il tuo appartamento sarà anche destinato ad essere declassato e svalutato nel momento in cui dovessi decidere di rivenderlo.

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