Cosa sono, come funzionano e i vantaggi delle comunità energetiche

Il progetto vincente della comunità energetica: di cosa si tratta

Le comunità di energia rinnovabile, conosciute anche con l’acronimo CER, sono soggetti autonomi che vengono controllati da soci oppure da utenti che si trovano nelle vicinanze dell’impianto. Rappresentano un nuovo strumento per indirizzare i cittadini verso la sostenibilità ambientale, recependo quanto previsto dalla direttiva Europea RED. In buona sostanza il progetto relativo alle comunità di energia rinnovabile, è stato nuovamente inserito al centro dei programmi del governo grazie al Decreto Milleproroghe approvato nel mese di febbraio del 2020. Si tratta di un’ottima opportunità per tutelare l’ambiente e soprattutto per consentirti di risparmiare dal punto di vista energetico. Il principale obiettivo delle comunità energetiche è quello di creare delle fonti di energia rinnovabili da condividere attraverso delle forme di aggregazioni socio-economiche. Possono far parte di comunità di energia non solo le persone fisiche, ma anche amministrazioni comunali e comunque aziende di piccola e media grandezza.

Il concetto di autoconsumo collettivo

Le comunità di energia rinnovabile hanno quale principale obiettivo quello di conseguire e permettere l’autoconsumo collettivo. In pratica, il concetto è basato sulla possibilità di far condividere a cittadini di una stessa zona geografica oppure di un condominio la produzione, l’accumulo e quindi anche l’utilizzo di energie che arrivano da fonti rinnovabili, per cui a costo zero. Se vuoi avviare la realizzazione di una comunità di energia rinnovabile, ad esempio all’interno del tuo condominio o comunque nel tuo quartiere, è necessario seguire un iter burocratico ben definito che viene gestito attualmente da ARERA (Autorità di Regolazione di Energia, Reti e Ambiente). Ovviamente, bisognerà effettuare l’installazione e quindi l’acquisto di un impianto di autoproduzione che al massimo può arrivare ad un’utenza di 200 KW. Facendo qualche conto e ipotizzando che l’utenza domestica necessaria per ogni utente sia pari a 3 kilowatt, si può assolvere alle esigenze di 66 abitazioni. La normativa, inoltre, chiarisce come debba essere realizzato un impianto per il collegamento alla rete elettrica di casa. Inoltre, seppur nella normativa non si faccia esplicito riferimento, si tende a indirizzare l’attenzione verso gli impianti fotovoltaici per produrre energia elettrica da quella solare. In Italia, le comunità di energia rinnovabile si stanno sviluppando e creando soltanto nell’ultimo periodo, mentre nei Paesi del nord Europa questa procedura viene utilizzata già da diversi anni.

I vantaggi delle comunità energetiche

Come ti abbiamo già evidenziato, le comunità energetiche hanno quale principale obiettivo quello di permettere la condivisione di energia prodotta da fonti rinnovabili, come nel caso degli impianti fotovoltaici. Questa è certamente un’importante opportunità che ti permette di tutelare l’ambiente, ma anche e soprattutto di abbattere i costi necessari per il consumo energetico. In pratica, scegliendo una comunità energetica e inserendola nel tuo condominio oppure in qualsiasi altro genere di contesto, è possibile ottenere dei vantaggi ambientali in quanto sarà possibile ridurre le emissioni di anidride carbonica, sfruttando per l’appunto le energie rinnovabili. Ci sono anche indubbi vantaggi per quanto riguarda l’aspetto sociale, giacché viene data l’opportunità agli abitanti della comunità energetica di poter disporre della condivisione delle risorse. Ovviamente, è innegabile anche il vantaggio dal punto di vista economico in quanto si riuscirà ad ottenere l’autosufficienza energetica per cui soprattutto in alcuni periodi dell’anno i costi saranno praticamente pari a zero.

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