Videosorveglianza condominio: tutto ciò che devi sapere

L’esigenza di tutela delle parti condominiali di un edificio nasce dal pericolo, purtroppo sempre più attuale, che estranei si introducano all’interno di una proprietà privata, arrecando danni.
La presenza di telecamere di videosorveglianza risponde a questa esigenza di protezione: la questione più dibattuta riguarda le modalità con cui il sistema deve essere utilizzato.
A questo proposito, il 25 maggio 2018 è entrata in vigore la nuova normativa in materia di privacy: le disposizioni del Garante stabiliscono, in sostanza, che l’esigenza di tutela delle parti comuni deve sempre conciliarsi con il rispetto del diritto alla riservatezza dei singoli condomini.
Se ritieni che ci sia la necessità di installare un sistema di videosorveglianza dell’edificio condominiale nel quale risiedi, di seguito ti indichiamo come procedere.

L’installazione di videocamere condominiali

Se sussistono reali ed accertate situazioni di pericolo, tali da richiedere una più attenta sorveglianza delle parti comuni dell’edificio, l’assemblea dei condomini si riunisce per prendere le decisioni in merito. Una telecamera di videosorveglianza delle parti comuni dell’edificio può essere installata solo previa delibera dell’assemblea, presa della maggioranza dei voti espressi dai condomini che rappresentano il 50%+1 del valore millesimale dell’immobile.

La normativa in materia disciplina anzitutto le modalità con cui vanno effettuate le riprese: le telecamere che operano negli spazi condominiali comuni devono essere installate in modo da essere visibili a chiunque, non devono essere occultate in alcun modo e, anzi, la loro presenza deve sempre essere appositamente segnalata con cartelli che riportino anche:

– le modalità con cui vengono effettuate le riprese
– il trattamento dei dati personali eventualmente rilevati
– la figura delegata responsabile del trattamento dei dati personali (normalmente, l’amministratore del condominio).

Le registrazioni vengono memorizzate e possono essere conservate e prese in visione nell’arco di tempo di 24-48 ore. Per poterle conservare e visionare per periodi più lunghi occorre l’autorizzazione del Garante della Privacy.

Modalità di svolgimento della videosorveglianza

La videocamera di sorveglianza condominiale può inquadrare solo le aree comuni dell’edificio: perché sia funzionale allo scopo, bisogna anzitutto individuare gli spazi dove è più opportuno e utile installare una o più videocamere.
Di solito le aree più indicate sono l’ingresso dell’edificio, i parcheggi, i cortili e le zone in cui sono eventualmente presenti beni di valore.

Se si è resa necessaria la videosorveglianza di queste aree a causa del verificarsi sistematico di atti vandalici, è bene proteggere i dispositivi installati con una rete metallica che, comunque, abbia una struttura tale da non ostacolare le riprese.
La videocamera deve essere posizionata ad altezza utile a svolgere in modo funzionale il suo compito: se posta troppo in alto si rischia che la visione di ciò che viene ripreso non sia chiara. Normalmente, il posizionamento ottimale è intorno ai 4/5 metri di altezza.
E’ opportuno effettuare una serie di registrazioni di prova, per definire le impostazioni di funzionamento della videocamera che garantiscano un efficiente sistema di sorveglianza.

Tipologie di videocamere di sorveglianza

Le videocamere installate nelle parti comuni di un edificio condominiale, offrono una notevole garanzia di funzionalità e sicurezza perché consentono di controllare, anche da remoto, sia l’interno che l’esterno dell’edificio.

Le telecamere più funzionali alla sorveglianza degli edifici sono quelle che prevedono un funzionamento che comprende:

– sensore di acquisizione video in HD
– audio a ricezione bidirezionale
– illuminatore a infrarossi per visione notturna.

E’ essenziale che tutti i componenti della videocamera siano di qualità: in commercio sono disponibili svariati modelli che differiscono per caratteristiche tecniche e prestazioni e possono essere valutati e scelti a seconda delle esigenze. La parte più importante di un dispositivo di sorveglianza è, comunque, l’obiettivo: è fondamentale che possieda un campo visivo ampio, in modo tale da coprire interamente lo spazio da monitorare.

Costi dei sistemi di videosorveglianza

Il costo dell’installazione, gestione e manutenzione di videocamere di sorveglianza è a carico di tutti i condomini e le varie quote vanno determinate sulla base delle tabelle millesimali, a meno che l’impianto non serva solo ad una parte di essi: in questo caso la spesa verrà ripartita solo tra i condomini interessati.

Le numerose tipologie di impianti di videosorveglianza presenti sul mercato hanno caratteristiche funzionali più o meno elaborate ed, ovviamente, prezzi differenti, a cui vanno aggiunte le spese di manodopera per l’installazione, quando effettuata.

Un impianto di videosorveglianza poco costoso sarà dotato di una o più webcam collegabili anche ad un computer tramite il quale vengono monitorate.

Le telecamere a circuito chiuso trasferiscono le riprese effettuate ad un monitor e sono dotate di infrarossi per la visione notturna. Hanno un costo variabile.

I sistemi di videosorveglianza wireless si collegano e funzionano tramite internet. Presentano il vantaggio della praticità perché non necessitano di installazione, ma hanno un costo maggiore.

Infine, un kit di videosorveglianza professionale, installato con LAN o cavi schermati, collegato a schermi di monitoraggio, può avere un costo molto più alto.

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